Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Privacy la Cookies Policy.

Redesco Structural Engineering
ABOUT US
PROJECTS
about us

Redesco (Research-Design-Consulting), è una Società specializzata in Ingegneria Strutturale, il cui primo nucleo è stato fondato nel 1975.

Semplicemente progettiamo e rendiamo possibili strutture fuori dall’ordinario, unendo una visione ampia ed olistica ad una concentrata specializzazione.

La nostra attività è concentrata sulle Strutture, dal progetto concettuale alla direzione lavori. Lavoriamo per gli investitori come per le imprese di costruzioni, perché amiamo seguire i progetti dai primi schizzi alla realizzazione: affiniamo le nostre abilità nell’immaginazione tanto quanto nel rendere reali le cose. Crediamo che la ricerca, la teoria e la creatività debbano essere affiancate dall’ esperienza sul campo.

Poiché le strutture sono il nucleo della nostra attività, non ci limitiamo ad uno specifico ambito: il nostro lavoro riguarda edifici, torri, infrastrutture, ponti e passerelle pedonali, strutture speciali, metodi di costruzione e ricerca.

Impieghiamo il materiale sfruttandolo al meglio, sia esso calcestruzzo armato, pre-compresso o post-teso, acciaio, alluminio, vetro, compositi o materiali strutturali innovativi.

 

 

Metodi e Qualità

I requisiti essenziali per assicurare la qualità di un servizio di consulenza ad alto livello  sono sempre stati parte integrante della filosofia della nostra Società: qualifica e formazione dello staff, gestione delle informazioni, pianificazione, avanguardia degli strumenti sono alcuni dei punti di forza della Redesco.
Più di tutto curiamo la nostra maggiore ricchezza: la creatività come risultato di profonda conoscenza, cultura e passione.

Conosciamo, utilizziamo ed implementiamo  strumenti di progettazione parametrica, creiamo software e perfezioniamo le nostre abilità nell’uso di potenti mezzi di modellazione.

Utilizziamo il BIM, ed alcuni dei nostri progetti più complessi interamente sviluppati in BIM sono stati utilizzati come benchmark e premiati da operatori del settore.
Il risultato di questo atteggiamento e organizzazione del lavoro orientato alla qualità trova riscontro nel Sistema di Qualità della Redesco, certificato secondo la Norma UNI EN ISO9001 dal 1997.
 

 

STRUTTURE COMPLESSE LIBERO PENSIERO


Un libro curato da Luca Molinari ed Anja Visini, edito da Skira, racconta attraverso un dialogo, un regesto  di progetti ed una raccolta di saggi, il lavoro e la visione di Redesco.

Questo libro raccoglie un frammento del lavoro svolto in tanti anni da Redesco. Nasce da un lato dall’esigenza di ancorare in un’opera compiuta l’insieme di pensieri e riflessioni sul progetto accumulati lungo il percorso, dall’altro dalla volontà raccontare in piena libertà una visione dell’Ingegneria Strutturale che guarda al percorso che ancora ci resta da fare e che sento utile ad una discussione più generale sul ruolo della nostra Professione.

Siamo quello che facciamo. Viviamo una professione che coniuga concretezza ed immaginazione, che crea valore attraverso la profondità della conoscenza ed il coraggio dell’invenzione.

In un’epoca nella quale l’immediatezza dell’informazione è basta sul web, affidare alcune riflessioni alla forma scritta, per sua natura meno immediata ma al tempo stesso più profonda, è una scelta consapevole. 

La sala tecnica - di Paolo De' Angelis

questo è il motore.
il cuore, la mente, il braccio e il piede.
quello che si fa qui è uno dei lavori più difficili.
certo, come tutti i lavori, direte, dipende dal modo con cui lo si affronta;
ma qui si tratta di realizzare il futuro.
il futuro, esatto; e realizzarlo è ben diverso da prevederlo. qui si tratta
proprio di farlo, il futuro, di renderlo possibile.
i progetti arrivano in stati primordiali; immaginatevi un innesco, una
scintilla. anzi, prima ancora, il desiderio di fare un bel fuoco. ecco, la sala
tecnica è la pietra focaia che, a suon di martellate e sfregamenti, deve
liberare la fiamma.
ed eccola lì con i suoi abitanti: una squadra affiatata di tecnici, personale
altamente qualificato, specializzato, esperto, capace delle cose più
grandi; un gruppo di persone, uomini. veri. non nel senso di “uomini veri”.
qui parliamo di esseri umani, normali esseri umani che, ora dopo ora, giorno
dopo giorno, riescono a congelare il futuro sulla carta.
già. beh, ecco, lo riconoscerete, forse questo non è proprio da tutti.
già, qui si fa proprio così, è questa la magia. qui si racconta quello che sarà
con una precisione difficile da descrivere.
certo, bisogna intendersene per capirlo.
sono molte le storie che si potrebbero raccontare, questo spazio
esiste da lunghissimo tempo.
è proprio questo, in fondo, il segreto che si aggiunge alla magia.
immaginatevi una grande stanza al secondo piano di un vecchio
edificio, o meglio: al secondo piano di uno stabile signorile; la luce che
entra da grandi finestre, un soffitto altissimo, tavoli da lavoro raggruppati
ad isole, colori chiari, varie tonalità di grigio chiaro, da beige a gainsboro,
monitor, sedie, mensole, cestini, faldoni e migliaia e dico decine di migliaia
di fogli di carta. ecco fin qui è tutto facile, ce ne sono migliaia di uffici e più
o meno sono fatti tutti così.

è quello che viene dopo che non è da tutti.
ora immaginatevi, se ci riuscite, che su ognuno di quei fogli, ma proprio
su tutti, c’è una parte di ciò che deve essere. ogni possibile formato
-UNI- di cellulosa infeltrata con colle e coloranti contiene un frammento di
come è fatto un progetto.
ecco, e se ora riuscite a completare il puzzle, il gioco è fatto.
qui avete la torre di controllo, qui il ponte, qui il capannone e qui
invece il palazzo.
qui avete ciò che sarà.
ma quello che proprio non potete immaginare, neanche se vi sforzate
al massimo, è come questo sia possibile. ogni schizzo, ogni linea, ogni
freccia, ogni punto, persino ogni spazio bianco è stato pensato dieci volte,
discusso, modificato, corretto, revisionato, criticato, approvato e, solo alla
fine, ritenuto degno di trovare un posticino nel futuro.
ed è proprio così che la ragione, pensando, riesce a porre nella natura
ciò che di essa può conoscere.
certo, dite voi, bella forza! qui ci sono gli ingegneri!
esatto!
confesso: qui ci sono gli ingegneri. ma non è tutto. non basta non
basta mettere dei tecnici in una stanza per creare il futuro.
i gomiti sul tavolo e la testa reclinata in basso non bastano.
la preparazione, la precisione, la velocità non bastano.
si tratta del gruppo, della collaborazione, della condivisione: questo
è l’ingrediente segreto!
si tratta della particolare interazione di persone che hanno storie diverse,
vite diverse, ma che per vivere lavorano insieme (e di certo loro lo hanno
risolto da tempo il dubbio del vivere per lavorare o lavorare per vivere!).
si tratta del fatto che, laddentro, nulla è lasciato cadere. ogni idea è
smontata, indagata, sperimentata poi simulata, approfondita e migliorata
e solo dopo scartata.
la stanza, al completo, è affollata, viva e talvolta rumorosa, ma ditemi:
esiste forse qualche fabbrica silenziosa?
e allora ecco svelato come è possibile. come è possibile che un gruppo
di competenti sognatori sia stato capace di così tanto, ora lo sapete…

(STRUTTURE COMPLESSE LIBERO PENSIERO ed Skira)